Formula 1 Legends - Tributo a Nelson Piquet

Tra i tanti campioni che nel passato hanno reso grande la Formula 1 non può passare inosservato Nelson Piquet Souto Maior, conosciuto solamente come Nelson Piquet. Il pilota brasiliano, classe 1952, si è fatto conoscere nel circus della F1 negli anni '80, l'epoca d'oro del campionato automobilistico per eccellenza.

L'esordio di Piquet in Formula 1 avvenne nel Gran Premio di Germania del 1978, a bordo di una Ensign motorizzata Ford. La prima esperienza non fu delle migliori, con un 21° posto in qualifica ed una rottura del motore in gara dopo 31 giri, mentre occupava la dodicesima posizione. Partecipò poi alle successive tre gare a bordo di una McLaren M23 di un team creato apposta per lanciare giovani piloti. Con questa vettura ottenne due ritiri e un nono posto al Gran Premio d'Italia. Per l'ultima gara della stagione 1978 in Canada, trovò un sedile a bordo della Brabham-Alfa Romeo e venne confermato anche per la stagione successiva.

Nel 1979 trovò in Brabham un compagno d'eccezione, il grande Niki Lauda. In questa stagione riuscì a farsi notare, riuscendo a competere con il blasonato compagno di team, anche se la vettura non era del tutto competitiva. I risultati non furono eccezionali, con il punto più alto nel quarto posto del Gp d'Olanda.

Nel 1980 avvenne la definitiva esplosione di Nelson Piquet, divenuto uomo di punta della squadra dopo il ritiro di Lauda. Il pilota brasiliano ottenne infatti il suo primo podio in Argentina, dove giunse secondo dietro ad Alan Jones su Williams. La prima vittoria in F1 di Piquet arrivò nel Gp degli Stati Uniti Ovest a Long Beach. In seguito conquistò altre due vittorie in Olanda ed in Italia, lottando per il mondiale con lo stesso Jones. La sfida iridata si risolse a favore dell'australiano nel penultimo Gp della stagione in Canada, dove Piquet venne tradito da una rottura del motore mentre era in testa e dovette ritirarsi, lasciando campo libero al rivale. Jones si laureò campione del mondo con una gara di anticipo, ma Piquet era pronto a spiccare il volo nella stagione successiva.

Il 1981 fu l'anno del primo titolo iridato per il pilota di Rio de Janeiro, che approfittò anche della lotta tra le Williams di Jones e Carlos Reutemann per issarsi al comando della classifica. L'alfiere della Brabham (motorizzata Ford) si impose in 3 gran premi, e vinse il titolo con un solo punto di vantaggio su Reutemann e 4 su Jones. Sul risultato finale pesò, a dire il vero, anche l'invalidazione del Gp del Sudafrica, che vide vincitore Reutemann con Piquet secondo ma che non assegnava punti validi per il mondiale. Con quel successo l'argentino avrebbe vinto il titolo, che invece andò a Piquet.

Il 1982 per il brasiliano non fu altrettanto felice, con il neo campione del mondo che pagò la scarsa affidabilità del suo mezzo. Ottenne solo una vittoria in Canada e non fu in grado di lottare per il titolo. Diverso invece il discorso nell'annata successiva, che vide Piquet in grande spolvero. Contro le velocissime Ferrari di Arnoux e Tambay e la Renault di Prost il brasiliano si aggiudicò il secondo titolo della carriera, conquistando tre successi e superando in classifica lo stesso Prost nell'ultimo Gp dell'anno in Sudafrica.

Le due stagioni successive in Brabham non portarono soddisfazioni particolari a Piquet, che non riusci a lottare per il titolo e conquistò appena tre vittorie in due anni.

Dopo sette stagioni arrivò per Piquet il momento di lasciare la Brabham ed accasarsi alla Williams-Honda. Nel team inglese trovò ad attenderlo uno dei piloti più forti del momento, Nigel Mansell. Con il compagno di scuderia iniziò subito una feroce competizione interna, che portò i due a giocarsi il titolo fino all'ultima gara in Australia. A partire da una netta posizione di vantaggio era il pilota inglese, al quale bastava un terzo posto per laurearsi campione. I piani della Williams furono però scombussolati dallo scoppio di uno pneumatico a Mansell, mentre Piquet passò in testa e virtualmente campione del mondo. Il brasiliano perse però il comando della gara quando si fermò a cambiare le sue di gomme, venendo superato da Alain Prost su McLaren. Il francese terminò al comando, beffando le due Williams e conquistando il titolo per soli due punti su Mansell, mentre Piquet chiuse al terzo posto.

Il 1987 vide ancora Piquet e Mansell darsi battaglia con una Williams in netto vantaggio sulla concorrenza. Il brasiliano conquista tre vittorie: spicca su tutte quella in Ungheria, ricordata per un grandissimo sorpasso in derapata sulla Lotus del rivale Ayrton Senna. La lotta per il titolo fu serrata, ma si risolse a favore del brasiliano quando Mansell fu protagonista di un brutto incidente nelle prove del Gp del Giappone. Il pilota inglese subì un infortunio che lo costrinse a saltare gli ultimi due gran premi. Piquet, che era già in vantaggio classifica, potè quindi fregiarsi del suo terzo titolo iridato.

Fu questo l'ultimo alloro del pilota brasiliano, il quale nel 1988 passò al team Lotus, motorizzato Honda. Le cose però non andarono come sperato e Piquet non riuscì ad essere competitivo. Nel 1990 avvenne il passaggio in Benetton dove, pur non potendo competere con la McLaren-Honda e la Ferrari, riuscì ad ottenere alcuni successi. Nel 1990 si impose a Suzuka e in Australia, conquistando anche il terzo posto in classifica dietro a Senna e Prost. Meno soddisfacente il 1991, che lo vide vincere il Gp del Canada e chiudere al sesto posto in classifica. Piquet, al termine della stagione, abbandono così la Formula 1, lasciando il testimone della sua Benetton al giovane compagno Michael Schumacher.

In 14 stagioni ha ottenuto tre titoli mondiali, 23 vittorie e 60 podi (su 204 Gp) e 24 pole. Ha attraversato l'epoca d'oro della F1 e rivaleggiato con piloti immensi come i già citati Senna, Prost, Mansell, Lauda e Alan Jones. Di lui si ricorda anche un carattere non certo facile e una certa passione per le belle donne. Tutte cose che passano però in secondo piano rispetto al suo talento e alla classe che gli hanno permesso di vincere così tanto e con qualunque tipo di auto.

Il video che segue è un omaggio al grande Nelson Piquet, con alcuni dei suoi momenti migliori in carriera, dalle prime vittorie ai successi iridati con Brabham e Williams.

Autore vdc1985
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